Ovunque, sulle riviste, nei libri, al cinema, e persino nelle conversazioni tra donne sull'autobus, l'argomento principe è sempre lo stesso, da Jane Austen a Sex and the City: come trovare, conquistare e tenersi stretto l'uomo giusto, l'uomo ideale, l'uomo apprezzabile, l'uomo decente...l'uomo. Le donne, specie dai trenta in su, sembrano avere un pensiero fisso, quello di accasarsi, anche se una casa, magari di proprietà, già se la sono comprata da tempo con il frutto del loro lavoro. Perchè l'amore romantico, ancora oggi, è al sommo delle nostre priorità: innamorarsi, perdere la testa per qualcuno, convolare a giuste (?) nozze e mettere su famiglia. Allora, mi chiedo: se non avessi incontrato l'uomo giusto a ventiquattro anni, se non fossi andata a vivere con lui a ventisei, se non l'avessi sposato a ventisette, se non avessi avuto un figlio da lui a ventinove...che donna sarei, oggi? Probabilmente avrei qualche chilo in meno, giusto per entrare in quella quarantadue che sembra essere un must per le trenta-e-qualcosa; probabilmente avrei ancora i capelli lunghi, ondulati e morbidi al punto giusto da lasciarli ondeggiare qua e là, per coprire/scoprire i miei occhi da cerbiatta; probabilmente non vivrei nemmeno in Italia, ma l'avrei lasciata da tempo, saggiamente, per esplorare nuovi lidi; probabilmente dormirei quattro ore a notte per uscire a folleggiare (e non a scrivere sul blog) tutte le sere pure se il giorno dopo la sveglia suona alle sei...e, probabilmente, non sarei il tipo che a mezzanotte passata di un giorno feriale sta lì a farsi domande su che tipo di donna sarebbe se...
Che dire? Ho sempre preferito quelli che continuano a farsi domande, a quelli che hanno già tutte le risposte.
Oggi ho salutato un amico, per l'ultima volta. Lui non c'era già più, ma tant'è...sembra che ci sia ancora, anche se è solo il suo corpo. Si chiamava Andrea, era appassionato, curioso, giovane, troppo giovane per morire. Amava il mare, e amava una donna, Maria. Il mare se l'è preso, per sempre. Il mare, i francesi lo chiamano la mèr, al femminile, e io credo che abbiano ragione. La mèr era gelosa di lui, del suo amore per Maria, e ha deciso di fare il colpo di mano. Lo ha portato via a lei, e a noi, che gli volevamo bene. Prima o poi mi riuscirà di pensare a lui senza che le lacrime scorrano via dai miei occhi da sole , come fanno adesso, e allora mi riuscirà di pensare a tutto quello che di lui mi resta, e che nessuno potrà portarmi via. Ma adesso no, adesso no... Adesso riesco solo a pensare a quanto tempo era che non ci incontravamo, per il lavoro, gli impegni, la vita...credendo che ci sarebbe sempre stata un'altra occasione, e invece non c'è stata. Prima o poi questo macigno che sento sul cuore si sposterà un po', e peserà meno, poi si sposterà ancora,e mi sembrerà che non ci sia mai stato, ma prima o poi una parola, un luogo, una musica me lo ripiazzerà lì, proprio lì, e sarà come se il tempo non fosse mai passato. Smettiamo mai di avere nostalgia di chi non è più con noi? No.
Addio, Andrea. Ti ho voluto bene, te ne voglio ancora. Torna da lei, quando puoi, se puoi. Non la dimenticare, lassù nel mare cristallino che sicuramente ti ha accolto. Stalle vicino, eh! In questo mondo virtuale che non sta da nessuna parte, forse il mio affetto ti raggiungerà. Io posso solo sperarci...Un bacio. Laura.
Tutte le volte
che devo lasciarti andare
amara
Tutte le volte
che la mia casa non è più mia
estranea
Tutte le volte
che guardo il tuo corpo abbandonato
nel letto
chiaroscuro di un uomo a colori
e vorrei ingoiarti
Tutte le volte
che mi invadi dovunque
e non so più dove nascondermi
Tutte le volte
ti amo controvoglia.