E' di due giorni fa la notizia che una madre ha ucciso a coltellate la figlia di sei anni. Reazioni previdibili: rabbia, incredulità, e condanna nei confronti di quella donna, madre degenere e pazza. Pazza, soprattutto. Probabilmente vero, i giornali parlavano di problemi psichici pregressi, e del fatto che da parecchio tempo quella donna non aveva più crisi. Quindi, possiamo stare tranquilli, no? Lasciamola sola a occuparsi di sua figlia, chè è il dovere di ogni madre, e che la smetta con tutte quelle sciocchezze delle voci che sente! Chi è stato il vero pazzo, in tutta questa storia? Quella povera donna, già condannata dalla sua malattia, o chi l'ha lasciata sola, senza cure, senza sostegno? La verità è che in questo nostro paese la malattia mentale è di chi ce l'ha, e di quelli che hanno la disgrazia di essergli parenti. Assistenza domiciliare quasi inesistente, strutture territoriali inadeguate, professionisti della salute mentale chiusi nei loro studi privati, perchè la convenzione con il sistema sanitario nazionale, per gli psicoterapeuti, non esiste. Io lo so, sono una di loro. La malattia mentale spaventa sì, ma da lontano. Perchè nessuno, se non ci è costretto, ci si avvicina mai abbastanza. Neppure chi sarebbe pagato per farlo: governo, strutture sanitarie pubbliche, medici di famiglia, che troppo spesso corrono subito a prescrivere il farmaco, e tienti lontano dagli strizzacervelli, mi raccomando...Poi, quando avviene la disgrazia, tutti ad additare il mostro: lei, la madre, povera creatura già tormentata dalla malattia e, da quel momento in poi, anche dal rimorso. Sola, ancora e di nuovo, sola.