Dal mio personalissimo punto di vista, il mondo della creazione artistica si divide in due categorie: da una parte quelli che sanno scrivere, e dall'altra gli scrittori; da una parte quelli che sanno disegnare, e dall'altra i pittori; da una parte quelli che sanno suonare, e dall'altra i musicisti...e così via. Ho sempre pensato, inoltre, che i veri artisti (per intenderci: lo scrittore, e non quello che sa scrivere...), per definizione, fossero completamente e devotamente immersi ventiquattr'ore al giorno nel loro mondo, fatto di parole, o di immagini, o di melodie. Un mondo "altro" dal nostro, che produciamo cultura, e non arte. Si può produrre cultura e allevare un figlio, metter su una lavatrice, fare i conti per arrivare a fine mese, portare i bambini alle giostre, costringersi a fare amicizia con le mamme degli altri bambini, anche quelle che non sopporti...insomma, si può vivere una vita banalmente normale, per quanto felice, e continuare a scrivere su un giornale, a pubblicare libri di narrativa, recitare a teatro, suonare in un'orchestra. Ma l'artista, quello vero, quello (o quella) che sorprende e travolge e coinvolge e trasporta chi gode della sua arte nell'iperuranio della fantasia...quell'artista non può vivere quella vita lì. Per lui (o lei) niente lavatrici. Deve essere già ricco, e avere qualcuno che lava i panni al suo posto, o continuerà ad andare in giro con i vestiti sporchi e stazzonati, ma non può abbassarsi a costringere il suo cervello superiore ad imparare i programmi di lavaggio, questo no...La quotidianità corrompe il libero pensiero, la costrizione agli orari e agli impegni corrodono la creatività, la offuscano, fino a spegnerla.
Allora mi chiedo: noi poveri mortali (chè la nostra piccola arte morirà con noi) che produciamo cultura e facciamo una vita normale, e partoriamo figli, invece che idee, come dovremmo educarli questi figli? Mi spiego: è scritto nei geni dei bambini che diventeranno degli artisti, o è enorme la nostra responsabilità nell'indirizzarli sulla via dell'arte o, al contrario, della produzione di cultura (o di elettrodomestici, pomodori, armadi...)? Riempire di regole, che appaiono necessarie, la loro infanzia, costringere la loro fantasia nei limiti angusti del realizzabile, costruire per loro un'autostrada di vita non distoglierà la loro attenzione dal percorrere altri sentieri, magari meno agevoli, ma più fecondi di vere idee? Sarà colpa mia se mio figlio non diventerà un artista o lo diventerà nonostante me...?
Si è addormentato...shhh...piano...
Se il silenzio resta intatto, se le stelle continuano a brillare, se il mondo farà un piccolo sforzo e continuerà a girare senza farsi sentire, se la fatina del sonno lo proteggerà, se riuscirò a scivolare nel mio letto senza che neppure un alito d'aria si sollevi...allora forse potrò, almeno per qualche minuto, pensare a quanto lo amo, pensare che è la cosa più meravigliosa che potesse mai capitarmi, pensare che da quando c'è lui, il mio bambino, la mia vita è diventata preziosa come il più prezioso dei diamanti...
Ma che non si svegli, per favore, almeno fino all'alba...