Leggo su una rivista di una ragazza italiana, venticinquenne, creatrice e madrina di una delle fiere del design più famose in Europa, ora giunta alla sua terza edizione. Ciò significa che quando “creò” la prima, aveva appena ventitre anni…Poi leggo che è figlia di una famosa gallerista di Londra, e compagna di uno dei guru del design moderno, senza dubbio più vecchio di lei. Non posso fare a meno di chiedermi: se la succitata venticinquenne fosse stata figlia di una casalinga e di un operaio sarebbe mai giunta a tali livelli di fama internazionale? Ovviamente no, e su questo nessuno proverebbe a discutere. Certo, i miracoli qualche volta accadono, ma l’eventualità sarebbe stata altamente improbabile. Niente da dire, certo, la ragazza ha certamente talento, nutrito a buone letture, viaggi, conoscenze stimolanti, ambiente di vita lussuoso e intriso di cultura. Ma la domanda vera è: e se quel suo stesso talento, non nutrito dall’ambiente familiare ma sorto spontaneo dall’anima e coltivato con libri rimediati alla biblioteca comunale, ce l’avesse avuto un altro, o un’altra, non di nobili natali, questo qualcuno/nessuno sarebbe mai riuscito a sfondare in un paese come l’Italia? Io dico di no, ma il dibattito è aperto.