Tatalla - sabato, 14 giugno 2008 - 10:26

costumi07 

Rivista di moda e attualità, una delle migliori sulla piazza, curata, con ottimi giornalisti, contenuti "forti", grafica ineccepibile. Sezione moda: costumi da bagno. C'è una sfilata di modelle fotografate in studio, di fronte, fotografie fatte apposta per poter vedere bene il costume, non come quelle immagini prese al volo o di sbieco che ti fanno vedere solo una macchia di colore, ma si sa, quella è arte...No, queste foto sono accurate, asettiche, le inquadrature fatte ad hoc per poter osservare bene e valutare il costume che la modella indossa. Guardo e guardo, e più guardo più mi sembra di star guardando dei manichini in una vetrina del centro. Mi torna in mente in catalogo "Postalmarket", che mia madre portava a casa quando io ero una ragazzina: era l'oggetto del desiderio di parecchi maschi miei coetanei, preadolescenti o poco più grandi. Le modelle, lì, erano donne vere, con le curve al punto giusto, un'onesta taglia quarantadue o quarantaquattro, alla portata dell'immaginazione delle clienti, o dei ragazzini succitati...Clienti, dicevamo, che potevano immaginare loro stesse con indosso quegli abiti senza tema di sembrare, al confronto, ridicole. Infatti si comprava un sacco su catalogo. Oggi chi se lo può più permettere? Comprare su catalogo e rischiare di vedersi arrivare a casa un micro abito che non starebbe bene nemmeno alla ragazzina del piano di sotto? Mai.

Insomma, guardando quelle modelle sulla rivista, ho pensato che se fossi stata un maschio non mi avrebbero smosso nemmeno un briciolo del mio patrimonio ormonale circolante. Nessuna minima reazione, giuro. Piatte come tavole da surf, davanti e dietro, gambe come stecchini, nemmeno un accenno di fianchi, spalle quadrate e puntute, ed erano quasi nude, addirittura. Dove è finita la sensualità? Di certo le modelle non sono più un suo emblema, poco ma sicuro. E a forza di guardare quegli stecchi dall'apparenza femminile, ho cominciato a pensare con affetto al mio corpo, decisamente più pieno (ci vuole poco), decisamente più morbido (ci vuole poco anche per questo), decisamente più sensuale (e non è poco).

Care modelle, continuate ad affamarvi per farvi piazzare sulle riviste di moda e sulle passerelle: noi donne vere non vi invidiamo più!

Evviva il catalogo Postalmarket!

Tatalla - domenica, 01 luglio 2007 - 16:25

Puntuale come le zanzare, l'afa, la coda al casello e le orride infradito piene di strass, ecco arrivare il tormentone dell'estate: la dieta. Riviste, programmi televisivi, dvd in edicola, tutti a parlare di diete, consigliare diete, prescrivere diete e minacciare diete, pena la pessima figura alla famosa "prova bikini" (che agli uomini, poi, sta veramente da schifo...come se loro non se lo dovessero porre, il problema del sovrappeso... ma questa è un'altra storia). Io ne ho una da proporre, che funziona davvero alla grande, lo so perchè l'ho provata e ho perso nove chili, e vado per il decimo...Dunque, si chiama "stacci col cervello e datti una mossa" ed è veramente l'ultimo grido in fatto di metodi di dimagrimento.

Vediamola nei dettagli. Per quanto riguarda lo stacci col cervello consiglio di fare una breve seduta di ragionamento prima di mettersi in bocca qualsiasi tipo di cibo, del tipo "sono le tredici e ho fame: un fritto misto ci sta bene?" Chiaro che no, discorso chiuso. Insalata o yogurt o poca pasta condita poco, ovvio...Insomma: basta conoscere il valore calorico degli alimenti! Se mangio un certo tot di calorie devo passare sempre alla fase due: mi muovo a sufficienza per smaltirle? Se sono il tipo che usa la macchina pure per andare a comprare il giornale è scontato che debba limitarmi nelle calorie assunte. Mi sembra talmente ovvio! Invece no, stiamo lì a sperimentare diete, ingurgitiamo pillole che promettono di assorbire i grassi al posto del nostro didietro, spendiamo una fortuna in massaggi...Per dimagrire, e restare magri, c'è una sola regola: mangiare poco! E il corollario, il datti una mossa: camminare un po', usare la bicicletta, nuotare...Muoversi, e basta. Non è così difficile, basta servirsi di quello strumento fantastico di cui la natura ha dotato quasi tutti noi: il cervello. E il gioco è fatto!