Rivista di moda e attualità, una delle migliori sulla piazza, curata, con ottimi giornalisti, contenuti "forti", grafica ineccepibile. Sezione moda: costumi da bagno. C'è una sfilata di modelle fotografate in studio, di fronte, fotografie fatte apposta per poter vedere bene il costume, non come quelle immagini prese al volo o di sbieco che ti fanno vedere solo una macchia di colore, ma si sa, quella è arte...No, queste foto sono accurate, asettiche, le inquadrature fatte ad hoc per poter osservare bene e valutare il costume che la modella indossa. Guardo e guardo, e più guardo più mi sembra di star guardando dei manichini in una vetrina del centro. Mi torna in mente in catalogo "Postalmarket", che mia madre portava a casa quando io ero una ragazzina: era l'oggetto del desiderio di parecchi maschi miei coetanei, preadolescenti o poco più grandi. Le modelle, lì, erano donne vere, con le curve al punto giusto, un'onesta taglia quarantadue o quarantaquattro, alla portata dell'immaginazione delle clienti, o dei ragazzini succitati...Clienti, dicevamo, che potevano immaginare loro stesse con indosso quegli abiti senza tema di sembrare, al confronto, ridicole. Infatti si comprava un sacco su catalogo. Oggi chi se lo può più permettere? Comprare su catalogo e rischiare di vedersi arrivare a casa un micro abito che non starebbe bene nemmeno alla ragazzina del piano di sotto? Mai.
Insomma, guardando quelle modelle sulla rivista, ho pensato che se fossi stata un maschio non mi avrebbero smosso nemmeno un briciolo del mio patrimonio ormonale circolante. Nessuna minima reazione, giuro. Piatte come tavole da surf, davanti e dietro, gambe come stecchini, nemmeno un accenno di fianchi, spalle quadrate e puntute, ed erano quasi nude, addirittura. Dove è finita la sensualità? Di certo le modelle non sono più un suo emblema, poco ma sicuro. E a forza di guardare quegli stecchi dall'apparenza femminile, ho cominciato a pensare con affetto al mio corpo, decisamente più pieno (ci vuole poco), decisamente più morbido (ci vuole poco anche per questo), decisamente più sensuale (e non è poco).
Care modelle, continuate ad affamarvi per farvi piazzare sulle riviste di moda e sulle passerelle: noi donne vere non vi invidiamo più!
Evviva il catalogo Postalmarket!
Questo post dovete assolutamente leggerlo, donne e uomini che non ragionate col basso ventre:
Post del 29 settembre.
La brava Fulvia Leopardi ci rende noto qualcosa che a molte, me compresa, è sfuggito. L'allarme dei medici maschi contro il numero sempre crescente di medici donne. In effetti, mi sembra davvero una minaccia, pari quasi all'effetto serra. La mobilitazione è d'obbligo: aspettiamoci presto uno sciopero dei camici blu contro il predominio dei camici rosa.
Tremate, tremate, le streghe son tornate!!
Dico la verità: a volte mi piacerebbe essere una di quelle donne che quando escono di casa hanno la sensazione di star entrando su un palcoscenico. Belle, e belle senza aver faticato per esserlo. Diceva una donna di classe che non esistono donne brutte, ma solo donne pigre, e sono sempre stata d'accordo. Oggi come oggi, con un po' di denaro, molta pazienza e infinita costanza, qualsiasi donna può rendersi appetibile. Sempre che lo voglia...Le mie amiche di Sorelle d'Italia (www.sorelled'italia.net) inorridirebbero a leggere le parole che seguiranno, ma io voglio dirle lo stesso: alle donne piace essere guardate, e ammirate, ovviamente. Retaggio culturale, debolezza di carattere, educazione sessista, sia quel che sia le donne, almeno molte donne, ci tengono a suscitare sguardi ammirati al loro passaggio. Bene, qualche volta mi piacerebbe ottenere questo risultato senza il minimo sforzo, uscendo per la strada in jeans e sandali bassi, riuscendo lo stesso a raccogliere occhi intrigati nella mia rete di bellezza senza tempo e senza trucco, veleggiando leggera sull'asfalto cittadino come fossi una splendida sirena che fluttua tra le onde...ma ovviamente non posso, visto che la natura è sì stata generosa con me, ma non così generosa...Le donne come me, e sono la maggior parte, ahimè, senza armarsi dei succitati denaro, pazienza e costanza non riuscirebbero a farsi guardare due volte nemmeno se distribuissero linguacce a tutti quelli che fermano per caso lo sguardo su di loro. Perchè, ammettiamolo, gli uomini non sono più quelli di una volta! Non si sprecano a lanciare occhiate cupide, e se proprio devono farlo le lanciano allo specchio che riflette la loro stessa immagine...sempre più curati, sempre più belli, sempre più attenti al corpo e alla moda, gli uomini ormai si guardano solo tra loro, per essere sicuri di non sfigurare. Certo, sentirsi assediate da occhi maschili ad ogni passo fuori di casa è sicuramente un po' stressante, alla lunga, ma la verità è che dai tempi del fischio modulato all'indirizzo del didietro della bella donna che camminava sul marciapiedi le cose sono parecchio cambiate. Vuoi farti guardare? Devi essere bellissima, bella da togliere il respiro, oppure devi fare un'accurata manutenzione del tuo corpo, dei capelli, delle unghie, saperti servire dell'arte del maquillage, indossare abiti che valorizzino la tua figura, ondeggiare su tacchi da tortura, insomma, passare la maggior parte del tuo tempo a pensare a te stessa. Sennò...nisba! Nessun occhio maschile ti gratificherà di un secondo passaggio su di te, dopo il primo casuale, e tu comincerai ad avere la sensazione di essere invisibile. Allora mi chiedo: una bella donna, bella senza possibilità di equivoco, senza spazio da lasciare all'interpretazione, si rende conto di quanto denaro, pazienza e costanza risparmia nella sua vita?
Tornate a guardarci, uomini! Anche se non siamo bellissime, anche se portiamo i jeans, anche se siamo spaventevolmente normali. Perchè noi non abbiamo mai smesso di guardare voi, credetemi...anche quando non eravate tutti così patinati!
Vabbè, lo ammetto: a me la televisione piace. Quasi sempre, almeno. Stasera ho visto uno dei miei programmi preferiti, su la 7. Si chiama "Cambio moglie". Non serve raccontarne la formula a chi di voi la conosce, chi non la conosce forse non ama la televisione, e quindi è inutile che mi affatichi a spiegarla...(Per non dire che è tardi, sono stanca e non mi va di essere didascalica, ho solo voglia di dire quello che mi frulla per la testa...). Insomma, nel cambio moglie di stasera una donna va a vivere per una settimana a casa di un uomo gay, che a sua volta va a vivere a casa sua, con il marito di lei e i figli. A casa di lui, ovviamente, c'è il suo compagno, e tutti ci si aspetta che la reazione di entrambi, il compagno di lui e la famiglia di lei, sia quantomeno imbarazzata. Invece no: complice la famiglia di lei, del sud, ma aperta e affettuosa, la convivenza si rivela sin dall'inizio piacevolissima e densa di insegnamenti per tutti. Questo perchè i due ragazzi, come quasi tutti i gay, sono speciali: essendo dello stesso sesso non hanno preconcetti quanto ai ruoli da ricoprire, entrambi fanno tutto, o quel che c'è da fare; e poi sono, per forza di cose, persone particolari, più sensibili della media, più riflessivi, più abituati a mediare tra le proprie esigenze e l'opinione comune. Ho sempre pensato che gli omosessuali siano persone che vale davvero la pena di conoscere, sempre, anche solo per il coraggio che dimostrano a vivere secondo le loro inclinazioni in una società, come quella italiana, ancora retriva e bigotta, checchè se ne dica...e stasera lo penso ancora di più, e con un nuovo significato: gli omosessuali, uomini o donne che siano, danno, a noi eterosessuali, una grande lezione, di umanità, intelligenza, e amore. Noi eterosessuali che possiamo sbandierare il nostro "amore" ai quattro venti, sicuri e protetti dal muro che il cattolicesimo ci ha eretto a difesa, spesso siamo, nel chiuso delle quattro mura domestiche, retrivi e conservatori, vendicativi e sciocchi, in nome di quei ruoli che non riusciamo ad abbandonare: io sono la donna, tu uomo mi devi capire anche se non parlo, devi accettare le mie isterie e dirmi sempre che sono bella e che mi ami, io sono l'uomo, tu donna mi devi servire, rispettare e ammirare, e non mi devi rompere, anche se in casa non faccio un cavolo e se esco tutte le sere con gli amici. Stereotipi, luoghi comuni, più diffusi di quanto si riesca ad ammettere, piccole miserie quotidiane in cui tutti, uomini e donne, siamo prigionieri. Le coppie gay, invece, forse per forza di cose, non lo nego, discutono, mettono in dubbio, e infine scelgono il loro ruolo, a seconda del loro carattere, delle loro inclinazioni...Sarebbe bello che una donna potesse decidere di dedicarsi alla carriera, e non ai figli, per esempio, senza sentirsi una perversa folle e degenere, e avendo accanto un uomo che si dedica ai figli, e non alla carriera, senza sentirsi un fallito. Questo sì, sarebbe imbarazzante, per la società italiana di oggi. Altro che gay! Sono loro quelli davvero liberi. Noi eterosessuali siamo ancora schiavi di un vecchio copione, e nemmeno ce ne accorgiamo.
Ascoltavo alla radio, l’altro giorno, i risultati del rapporto ISTAT sulle statistiche nazionali del 2006. Si rilevava un aumento notevole del numero di denunce per violenza sessuale, rispetto al 2005. E mi sono detta: di sicuro sono aumentate le denunce (e meno male) e non gli episodi di violenza ai danni delle donne. Poi, però, ci ho ripensato. Non ci credo a questa versione falsamente tranquillizzante: le donne denunciano di più, hanno meno paura, è un sintomo che le violenze andranno sempre più diminuendo. Col cavolo! La verità è che le donne continuano ad essere il bersaglio privilegiato su cui gli uomini continuano a sfogare le loro frustrazioni e che la violenza sessuale, in Italia, quando viene scoperta e provata, soprattutto, riceve sanzioni ridicole, commisurate all’abuso, all’umiliazione, alla ferita psicologica e fisica che procura. Finché la pena stessa comminata a chi compie violenza sessuale non verrà inasprita, gli uomini continueranno a sentirsi protetti da questo Stato idiota che ancora spera nell’evoluzione culturale per sradicare dalla testa di quegli esseri meschini e abbietti che non hanno il diritto di approfittare della loro forza fisica per violare il corpo e l’intimità delle donne. E sapete poi da chi, più probabilmente, una donna oggi può subire una violenza sessuale, no? Dal marito, compagno, fidanzato, zio, padre…da chi le vive accanto, e teoricamente dovrebbe amarla, rispettarla, proteggerla. Le statistiche parlano chiaro, ma potrebbero anche urlare, e nessuno dedicherebbe loro più dell’alzata di un sopracciglio. Comincio a pensare che la mia amica Hagar, che scrive sul blog Sorelle d’Italia (www.sorelleditalia.net) abbia ragione: tutte le ragazze dovrebbero imparare, praticamente da curriculum scolastico, un’arte marziale, che insegni loro a difendersi. Da qualunque uomo, soprattutto da quelli che dicono di amarle, e poi spaccano loro la faccia con un pugno. Impariamo a difenderci, donne! Da tutti quegli uomini, che non meritano nemmeno di essere chiamati tali, che non riescono a sopportare l’onta del rifiuto da parte di una donna, o la sua superiorità intellettuale o, terribile a dirsi, il suo diritto all’autodeterminazione.