Tatalla - venerdì, 25 aprile 2008 - 15:19

Alcuni dati: in Danimarca un neolaureato al primo impiego guadagna QUATTROMILA euro al mese, ed è la paga BASE. In Danimarca, se uno preferisce così, può lavorare anche di notte, invece che di giorno, o iniziare alle cinque del mattino per stare a pranzo con i figli. In Danimarca ci sono asili nido per TUTTI, e iniziano dai sei mesi di età del bambino. In Danimarca c'è il più alto tasso di occupazione femminile di tutta l'Europa, unito ad un altissimo tasso di natalità (e ci credo: dateci i nidi, e noi faremo figli continuando tranquillamente a lavorare!).

Questi dati vengono dall'ultimo numero de Il Venerdì di Repubblica, in edicola oggi. Dopo aver letto l'articolo, e anche durante, ho subito sentito sopraggiungere un attacco di ulcera. Ma vi rendete conto?

Che ci facciamo ancora qui? A sbattere la testa contro i muri lavorando gratis o per poche centinaia di euro al mese dopo anni e anni di scuola e formazione professionale, spesso ai livelli di master e specializzazioni di ogni sorta. Noi siamo QUALIFICATI, e all'estero ci mettono la guida rossa per terra. In Italia ci chiamano bamboccioni e spesso dobbiamo farci raccomandare anche per lavorare gratis, perchè "in fondo è un investimento, stai costruendo per il tuo futuro".

Che dite, a quasi quarant'anni, quando arriverà per noi 'sto benedetto futuro?

Tatalla - martedì, 19 giugno 2007 - 10:24

Leggo su una rivista di una ragazza italiana, venticinquenne, creatrice e madrina di una delle fiere del design più famose in Europa, ora giunta alla sua terza edizione. Ciò significa che quando “creò” la prima, aveva appena ventitre anni…Poi leggo che è figlia di una famosa gallerista di Londra, e compagna di uno dei guru del design moderno, senza dubbio più vecchio di lei. Non posso fare a meno di chiedermi: se la succitata venticinquenne fosse stata figlia di una casalinga e di un operaio sarebbe mai giunta a tali livelli di fama internazionale? Ovviamente no, e su questo nessuno proverebbe a discutere. Certo, i miracoli qualche volta accadono, ma l’eventualità sarebbe stata altamente improbabile. Niente da dire, certo, la ragazza ha certamente talento, nutrito a buone letture, viaggi, conoscenze stimolanti, ambiente di vita lussuoso e intriso di cultura. Ma la domanda vera è: e se quel suo stesso talento, non nutrito dall’ambiente familiare ma sorto spontaneo dall’anima e coltivato con libri rimediati alla biblioteca comunale, ce l’avesse avuto un altro, o un’altra, non di nobili natali, questo qualcuno/nessuno sarebbe mai riuscito a sfondare in un paese come l’Italia? Io dico di no, ma il dibattito è aperto.