Tatalla - mercoledì, 11 luglio 2007 - 13:43

Nella mia cittadina hanno di recente costruito un ponte, tutto di legno, molto bello, quasi avveniristico, direi, per collegare due tratti di lungomare interrotti da un fiumiciattolo. Ebbene, proprio al centro del ponte c'è un lampione, e addosso al lampione che cosa è spuntato da un giorno all'altro? Una selva di lucchetti!! Ma è possibile? Al di là dell'ovvia citazione dal libro di Moccia, che non commento, quello che mi colpisce è la diffusione, perlomeno nazionale, di un rito inventato di sana pianta da uno scrittore e diventato ormai mito per una quantità enorme di persone, adolescenti ma non solo. Mi chiedo: ci credono davvero, che scrivendo i loro nomi su un lucchetto, appiccicandolo a un lampione e gettandone la chiave nel fiume preserveranno il loro amore dalla fine? Ma la gente che idea ha dell'amore? Mi si può obiettare che certi riti, come poteva essere per noi delle generazioni precedenti l'intagliare un cuore con le nostre iniziali sul tronco di un albero, sono sempre esistiti e sempre esisteranno, ma io non posso fare a meno di pensare che proprio quest'aura di magia e di mistero che circonda l'inizio di un amore e la sua fine sia, alla fine, la vera responsabile dei tanti fallimenti cui vanno soggette le unioni ai nostri tempi. Quando chiedo a qualcuno: "perchè ti sei innamorato/a di lei/lui?", tutti mi guardano esterrefatti, e rispondono: "che ne so! L'amore è cieco!". Così, quando la relazione finisce, potranno dire a loro stessi "beh, le storie iniziano e finiscono, non è colpa mia". E già, ma non è mica vero. Le persone si uniscono per ragioni molto precise, tutt'altro che misteriose, se solo ci si prende la briga di capire quali sono. Sono ragioni che affondano le loro radici nel passato di ognuno, nei suoi bisogni insoddisfatti, nel modo in cui la personalità si è modellata, a seconda delle esperienze vissute, e solo in parte del carattere. Non sono difficili da rintracciare, se si desidera farlo. Quando una storia va a gonfie vele, e si mantiene soddisfacente per anni, forse la necessità di comprenderne il perchè non è davvero importante, ma quando finisce sì. Non ci si deve chiedere perchè è finita, ma perchè è iniziata, e da lì si potranno ritrovare le attese disattese, i bisogni mai riempiti, le illusioni che ciascuno di noi si costruisce sull'altro fino a quando la vita non provvede a disilluderci, facendoci sentire crudelmente ingannati...Un discorso lungo e complesso, un post è davvero troppo poco per chiarirlo appieno. Ma...tornando ai lucchetti: continuiamo pure a riempiere i nostri lampioni, che fa pure folklore, ma non crediamoci troppo. Impegnamoci un po' di più a capire noi stessi e l'altro prima che sia troppo tardi, e sfatiamo il mito dell'amore cieco. L'amore ci vede benissimo. E noi?