Alcuni dati: in Danimarca un neolaureato al primo impiego guadagna QUATTROMILA euro al mese, ed è la paga BASE. In Danimarca, se uno preferisce così, può lavorare anche di notte, invece che di giorno, o iniziare alle cinque del mattino per stare a pranzo con i figli. In Danimarca ci sono asili nido per TUTTI, e iniziano dai sei mesi di età del bambino. In Danimarca c'è il più alto tasso di occupazione femminile di tutta l'Europa, unito ad un altissimo tasso di natalità (e ci credo: dateci i nidi, e noi faremo figli continuando tranquillamente a lavorare!).
Questi dati vengono dall'ultimo numero de Il Venerdì di Repubblica, in edicola oggi. Dopo aver letto l'articolo, e anche durante, ho subito sentito sopraggiungere un attacco di ulcera. Ma vi rendete conto?
Che ci facciamo ancora qui? A sbattere la testa contro i muri lavorando gratis o per poche centinaia di euro al mese dopo anni e anni di scuola e formazione professionale, spesso ai livelli di master e specializzazioni di ogni sorta. Noi siamo QUALIFICATI, e all'estero ci mettono la guida rossa per terra. In Italia ci chiamano bamboccioni e spesso dobbiamo farci raccomandare anche per lavorare gratis, perchè "in fondo è un investimento, stai costruendo per il tuo futuro".
Che dite, a quasi quarant'anni, quando arriverà per noi 'sto benedetto futuro?
Si è addormentato...shhh...piano...
Se il silenzio resta intatto, se le stelle continuano a brillare, se il mondo farà un piccolo sforzo e continuerà a girare senza farsi sentire, se la fatina del sonno lo proteggerà, se riuscirò a scivolare nel mio letto senza che neppure un alito d'aria si sollevi...allora forse potrò, almeno per qualche minuto, pensare a quanto lo amo, pensare che è la cosa più meravigliosa che potesse mai capitarmi, pensare che da quando c'è lui, il mio bambino, la mia vita è diventata preziosa come il più prezioso dei diamanti...
Ma che non si svegli, per favore, almeno fino all'alba...
E' di due giorni fa la notizia che una madre ha ucciso a coltellate la figlia di sei anni. Reazioni previdibili: rabbia, incredulità, e condanna nei confronti di quella donna, madre degenere e pazza. Pazza, soprattutto. Probabilmente vero, i giornali parlavano di problemi psichici pregressi, e del fatto che da parecchio tempo quella donna non aveva più crisi. Quindi, possiamo stare tranquilli, no? Lasciamola sola a occuparsi di sua figlia, chè è il dovere di ogni madre, e che la smetta con tutte quelle sciocchezze delle voci che sente! Chi è stato il vero pazzo, in tutta questa storia? Quella povera donna, già condannata dalla sua malattia, o chi l'ha lasciata sola, senza cure, senza sostegno? La verità è che in questo nostro paese la malattia mentale è di chi ce l'ha, e di quelli che hanno la disgrazia di essergli parenti. Assistenza domiciliare quasi inesistente, strutture territoriali inadeguate, professionisti della salute mentale chiusi nei loro studi privati, perchè la convenzione con il sistema sanitario nazionale, per gli psicoterapeuti, non esiste. Io lo so, sono una di loro. La malattia mentale spaventa sì, ma da lontano. Perchè nessuno, se non ci è costretto, ci si avvicina mai abbastanza. Neppure chi sarebbe pagato per farlo: governo, strutture sanitarie pubbliche, medici di famiglia, che troppo spesso corrono subito a prescrivere il farmaco, e tienti lontano dagli strizzacervelli, mi raccomando...Poi, quando avviene la disgrazia, tutti ad additare il mostro: lei, la madre, povera creatura già tormentata dalla malattia e, da quel momento in poi, anche dal rimorso. Sola, ancora e di nuovo, sola.