Tatalla - mercoledì, 31 ottobre 2007 - 22:21

Stasera, causa assenza del resto della famiglia, sono riuscita a guardare due puntate della serie del "famoso" dottor House. E sono rimasta schifata, inorridita, ammutolita (per poco), inebetita, sconvolta. Ma che accidenti è successo al mondo? Come può un essere cinico, senza traccia alcuna di compassione per il prossimo, senza empatia nè sensibilità, suscitare tante simpatie nel pubblico? Davvero vi piacerebbe essere "curati" da lui? C'è chi si danna per far comprendere ai nostri medici quanto sia importante il rapporto con il paziente, la comunicazione, il rispetto di chi soffre, e questa specie di mostro senz'anima spopola sulla nostra televisione? Davvero siete convinti, lo chiedo ovviamente agli ammiratori del succitato orrendo personaggio, che l'analisi spassionata e scientifica delle patologie sia sufficiente a salvarci la vita? Sapete quanti malati di cancro si sono salvati non solo grazie alle cure mediche, ma al sostegno, alla forza che professionisti dal cuore più grande del cervello hanno dato loro? Da dove accidenti viene tutto il successo di questa serie? Ditemi, vi prego. Dice House: "Vogliamo eliminare il contatto umano nella pratica della medicina". Il mio amico Gianni Grassi avrebbe parecchio da dire, in proposito. Peccato che non possa più farlo.

E' il solito, ormai conformista,  piacere di andare controcorrente, di dire peste e corna dei buoni sentimenti, dell'umana pietà per chi soffre? O devo pensare che questa nostra società sia ormai marcia fin nelle fondamenta, tanto da tributare onore e gloria a un emulo degli "scienziati" nazisti, solo perchè, ufficialmente, cerca di venire a capo dei misteri del corpo umano? Com-passione e passione per la scienza devono per forza escludersi a vicenda? Cari pazienti, alle prese con medici spietati e maleducati, insensibili e francamente stronzi, non vi lamentate più, per favore. Il pubblico televisivo vi boccerà come patetici, ridicoli piagnoni.

Se stessi per morire, e il dottor House mi salvasse la vita, penso proprio che, dopo averlo ringraziato,  gli sputerei in faccia.

Tatalla - venerdì, 05 ottobre 2007 - 12:28

Per qualche istante quasi non riuscivo a crederci. Invece è tutto vero, nero sul web, per così dire. i fatti privati, privatissimi, di quella che fino a un paio di mesi fa era una coppia qualunque, che viveva a Garlasco,  paesetto ormai famosissimo, adesso sono a disposizione di tutti. Qui li potete leggere anche voi. Questa Italia non si vergogna più di niente, neanche di pescare in quel che appare torbido e oscuro, e invece è pura e semplice vita, perchè quando la vita diventa morte, in questo nostro mondo globalizzato si perdono tutti i diritti, anche il primo, che io ritengo inviolabile, quello alla riservatezza, alla tanto strombazzata privacy.

Mi chiedo: chi mai ha messo a disposizione dei giornalisti certi dettagli intimi della vita di coppia di quelle due persone, che ormai tutti si permettono di chiamare per nome, come se fossero loro amici? Possibile che il denaro, ormai, abbia cacciato via anche la compassione, quella che si dovrebbe alla vittima, e il rispetto, che si dovrebbe all'indagato, che nessun tribunale ha ancora giudicato assassino? E se anche prima o poi la giustizia dovesse condannarlo, perderebbe forse il diritto ad essere rispettato?

Siamo diventati tutti giudici, avvocati, pubblici accusatori. Ma gli esseri umani, che fine hanno fatto?

Tatalla - mercoledì, 27 giugno 2007 - 23:01
Se non lo avete ancora visto, dovete vedere questo film. E' "Mare dentro" di Alejandro Amenàbar. Un inno alla vita, alla sua dignità, e all'essere umano, quando sceglie di vivere, e quando sceglie di morire. Una regia indimenticabile, un meraviglioso Javier Bardem, un film straordinario. Si piange, parecchio. Concedetevelo.