Tatalla - venerdì, 05 ottobre 2007 - 12:28

Per qualche istante quasi non riuscivo a crederci. Invece è tutto vero, nero sul web, per così dire. i fatti privati, privatissimi, di quella che fino a un paio di mesi fa era una coppia qualunque, che viveva a Garlasco,  paesetto ormai famosissimo, adesso sono a disposizione di tutti. Qui li potete leggere anche voi. Questa Italia non si vergogna più di niente, neanche di pescare in quel che appare torbido e oscuro, e invece è pura e semplice vita, perchè quando la vita diventa morte, in questo nostro mondo globalizzato si perdono tutti i diritti, anche il primo, che io ritengo inviolabile, quello alla riservatezza, alla tanto strombazzata privacy.

Mi chiedo: chi mai ha messo a disposizione dei giornalisti certi dettagli intimi della vita di coppia di quelle due persone, che ormai tutti si permettono di chiamare per nome, come se fossero loro amici? Possibile che il denaro, ormai, abbia cacciato via anche la compassione, quella che si dovrebbe alla vittima, e il rispetto, che si dovrebbe all'indagato, che nessun tribunale ha ancora giudicato assassino? E se anche prima o poi la giustizia dovesse condannarlo, perderebbe forse il diritto ad essere rispettato?

Siamo diventati tutti giudici, avvocati, pubblici accusatori. Ma gli esseri umani, che fine hanno fatto?

Tatalla - sabato, 02 giugno 2007 - 11:35

E' di due giorni fa la notizia che una madre ha ucciso a coltellate la figlia di sei anni. Reazioni previdibili: rabbia, incredulità, e condanna nei confronti di quella donna, madre degenere e pazza. Pazza, soprattutto. Probabilmente vero, i giornali parlavano di problemi psichici pregressi, e del fatto che da parecchio tempo quella donna non aveva più crisi. Quindi, possiamo stare tranquilli, no? Lasciamola sola a occuparsi di sua figlia, chè è il dovere di ogni madre, e che la smetta con tutte quelle sciocchezze delle voci che sente! Chi è stato il vero pazzo, in tutta questa storia? Quella povera donna, già condannata dalla sua malattia, o chi l'ha lasciata sola, senza cure, senza sostegno? La verità è che in questo nostro paese la malattia mentale è di chi ce l'ha, e di quelli che hanno la disgrazia di essergli parenti. Assistenza domiciliare quasi inesistente, strutture territoriali inadeguate, professionisti della salute mentale chiusi nei loro studi privati, perchè la convenzione con il sistema sanitario nazionale, per gli psicoterapeuti, non esiste. Io lo so, sono una di loro. La malattia mentale spaventa sì, ma da lontano. Perchè nessuno, se non ci è costretto, ci si avvicina mai abbastanza. Neppure chi sarebbe pagato per farlo: governo, strutture sanitarie pubbliche, medici di famiglia, che troppo spesso corrono subito a prescrivere il farmaco, e tienti lontano dagli strizzacervelli, mi raccomando...Poi, quando avviene la disgrazia, tutti ad additare il mostro: lei, la madre, povera creatura già tormentata dalla malattia e, da quel momento in poi, anche dal rimorso. Sola, ancora e di nuovo, sola.