E' di ieri la notizia, pubblicata sul Corriere della Sera, che su Second Life, la comunità virtuale in cui abitano e vivono quasi sette milioni di persone (125mila solo in Italia), assieme al successo sono arrivati "corruzione, delinquenza, e tutti i vizi della vita reale: sesso estremo, gioco d'azzardo, truffa, stupri virtuali e pedofilia". Sembra che in un certo locale, all'esterno del quale stazionano avatar bambine, se paghi puoi vedere foto di ragazzine abusate da adulti, ma le foto sono vere, reali, scattate da qualche parte nel mondo. Al di là dello sdegno e dell'autentico schifo che si prova al pensiero della pedofilia, o che almeno provo io, vorrei fare qualche riflessione a proposito del fenomeno in generale.
Tutti sappiamo come questa comunità virtuale, creata nel 2003 dalla Linden Lab, abbia raggiunto un incredibile successo grazie alla possibilità, offerta a tutti, di vivere, appunto, una seconda vita completamente diversa da quella reale, in una dimensione virtuale ma non per questo meno realistica, in cui a chiunque, anche se brutto, grasso e di mezza età, si consente di diventare bello, snello e giovane. Un mondo fantastico, perfetto, fatto di bellezza, fascino, giovinezza, e una vita facile, senza problemi, senza frustrazioni. Un sogno, appunto. Personalmente non ho mai trovato la cosa seducente, ma è facilmente intuibile come essa abbia potuto, invece, sedurre molte altre persone: là sei quello che non sei nella realtà, quello che non sei mai stato e che, forse, non potrai mai diventare. Puoi sposarti senza temere gli effetti legali della separazione, tradire tua moglie senza sentirti in colpa, fingere di essere un uomo se sei una donna, provare esperienze che, nella tua misera e limitata realtà quotidiana, ti sono del tutto precluse. E qui sta il rischio. Su Second Life sei libero, libero di fingere, ingannare, mistificare, e l'essere umano, per sua natura, non si accontenta mai. Il passo verso la trasgressione e la devianza è breve. Quindi, riassumiamo: abbiamo creato un mondo ideale, perfetto, e poi abbiamo cominciato a contaminarlo, rovinarlo, distruggerlo. Presto o tardi dovremo aspettarci l'avvento di una Third Life, per rimediare ai danni causati dalla Second, e di una Fourth, per consolarci delle schifezze ormai penetrate nella Third, e così via, chissà fino a dove...
Gli esseri umani non sono perfetti, si sa, e in un mondo perfetto ci resistono poco. Un mondo in cui a nessuno verrebbe mai in mente di molestare o fare del male a un bambino. Un mondo che non esiste, appunto. Nemmeno nel cyberspazio.